Viaggiamo perché? Cosa ci spinge a scegliere una destinazione da scoprire? Diluire tempo e spazio è la forza che personalmente mi muove. Un viaggio non dura una volta sola, dura tutte le volte che torniamo a vivere le emozioni vissute nelle stanze della memoria.
La mia ultima meta è stata New York City, un paio di settimane fa. Ci sono tornata dopo 18 anni. Passeggiando per Midtown, ad un certo punto, ho rivisto la mia versione ventenne dall’altra parte della strada. La prima cosa che ho pensato, guardandomi attraverso lo specchio del tempo, è che lo scrigno dei sogni è sempre pieno. Le passioni si sono evolute, ma sono sempre forti, vive, potenti. Questo mi suggerisce che il mio io più profondo resta fedele a se stesso, interessante è lo sviluppo della personalità. Confermo la mia crush, come dicono i giovani, per la città. Questa volta, però, l’ho vissuta con più sicurezza e consapevolezza.
New York City è una città fondata dai sognatori, come dice chi ci è nato o chi ci vive da tempo.
Mi ha colpito la frase di una travel advisor italiana che vive con successo a Manhattan da oltre 12 anni: “New York è una città che ti tratta come ti fai trattare”. La sensazione che mi fa letteralmente impazzire è l’incontro di infinite energie che percepisco ad ogni angolo, sento la linfa vitale scorrere nel mio corpo, è uno stato di eccitazione ed euforia, proprio come quando sei innamorato.
New York riesce ad essere romantica e futuristica nel medesimo istante.
Percepisco sogni legati al cinema, all’arte, alla moda, alla finanza, alla gastronomia, all’ospitalità. Per le strade, nei bar, nei ristoranti, nei musei, nei negozi, negli alberghi respiri il profumo di desideri realizzati e desideri ancora da realizzare, perché nell’immaginario collettivo a New York City tutto può succedere. E quando sei lì ci credi davvero. Ti senti in un film.




Quando cammini nel West Village, quando le insegne di Times Square e di Broadway ti abbagliano, quando ti soffermi di fronte ad un quadro di Rothko per 20 minuti al MoMA o di fronte ad un dipinto di Hopper al Whitney Museum, opere d’arte che sono state capaci più e più volte di racchiudere il tuo stato d’animo. Quando insegui uno scoiattolo a Central Park e ti ritrovi a pattinare nell’abbraccio della città.
Al 100esimo piano di un grattacielo o in uno speakeasy nascosto nei meandri della subway, con un gin tonic fra le mani e un dialogo che va in profondità, possono nascere idee e nuove realtà che potrai costruire da un’altra parte nel mondo, ma sempre saprai che sono nate nella città che non dorme mai.
Viaggio e scoperta interiore
Questo è il viaggio per me, illimitata scoperta interiore e costruzione di un nuovo presente in movimento, un’esistenza in transito che si nutre di riflessione e azione. Immaginate di ascoltare un motivo di George Gershwin, lo skyline di New York in bianco e nero, immergetevi in un attimo senza tempo, con le parole di Woody Allen che nel film Manhattan descrive la sua città come romantica e febbrile, cominciate a sognare di essere i protagonisti del vostro prossimo viaggio, un sogno di realtà che vi trasporterà in un altrove di emozione e rivelazione.